Blog Leuven
A pochi giorni dalla conclusione del progetto Erasmus+ e dal conseguente ritorno in Italia, proviamo a ripercorrere e raccontare la vasta gamma di emozioni e ricordi accumulati durante il nostro soggiorno in Belgio.
Nonostante l’entusiasmo per un’esperienza così importante, i giorni precedenti alla partenza sono stati accompagnati da dubbi e preoccupazioni. In particolare, per chi affrontava per la prima volta un viaggio all’estero in autonomia, era naturale porsi domande come: “Come sarà la famiglia ospitante?”, “Cosa si mangia lì?”, “Com’è la città e la scuola che frequenterò?”.
A dissipare ogni incertezza è stata una piacevole sorpresa: siamo stati accolti fin da subito da famiglie disponibili e premurose, pronte a fare il possibile per farci sentire a nostro agio. Il loro calore si manifestava in gesti semplici ma significativi: dalla preparazione del pranzo per la scuola al tentativo costante di comunicare in inglese durante i pasti. Ambientarsi, quindi, si è rivelato molto più semplice del previsto, grazie a una convivenza serena e a relazioni autentiche.
Avevamo grandi aspettative nei confronti del sistema scolastico del Nord Europa e possiamo affermare che sono state pienamente soddisfatte. La scuola belga si è dimostrata pratica, stimolante e capace di suscitare un reale interesse per l’apprendimento. Un aspetto particolarmente significativo è l’attenzione al benessere psicologico di studenti e insegnanti: pause regolari durante la giornata, spazi dedicati alla lettura e al relax, ambienti accoglienti e funzionali. Anche i docenti beneficiano di un supporto specifico, con figure dedicate al sostegno e all’ascolto.
Colpisce inoltre la grande varietà di indirizzi e specializzazioni: dalle discipline tecniche come idraulica, meccanica ed elettricità, fino ad ambiti creativi come fotografia, grafica, belle arti e design, senza dimenticare settori come chimica, architettura e cura degli animali. Ogni percorso dispone di spazi attrezzati e laboratori all’avanguardia, a volte persino di interi edifici o aree esterne dedicate. L’approccio è fortemente orientato allo sviluppo di competenze pratiche e operative, preparando concretamente gli studenti al mondo del lavoro.
Durante la nostra permanenza abbiamo partecipato a numerose attività: set fotografici, decorazione di abiti, esercitazioni di design grafico, laboratori di fumetto e anche sport poco comuni. Tutto questo è stato reso ancora più accessibile grazie alla buona conoscenza della lingua inglese da parte dei docenti.
Dal punto di vista culturale, l’esperienza ci ha permesso di superare alcuni stereotipi. Il Belgio, e in particolare le Fiandre, si è rivelato ricco di tradizioni, usanze e identità proprie, talvolta molto diverse da quelle italiane. Anche la cucina, semplice ma gustosa, ci ha sorpreso: accanto a specialità note come patatine fritte, waffle e cioccolato, abbiamo scoperto piatti equilibrati e variegati, caratterizzati da ingredienti come verdure, formaggi e pane.
La società belga appare generalmente più riservata e attenta allo spazio personale, con un uso del tempo molto organizzato e funzionale. Tuttavia, i nostri “buddy” e le persone con cui siamo entrati in contatto si sono dimostrati accoglienti, interessanti e disponibili, permettendoci di creare legami autentici e significativi.
I luoghi visitati ci hanno lasciato senza parole: dalle architetture gotiche e i castelli lungo i canali di Gent, alla maestosità della Grand Place di Bruxelles, fino alla dimensione vivace e accogliente di Leuven. Il Belgio si è rivelato un paese ricco di storia, cultura e bellezza, capace di sorprendere e affascinare.
Tra i ricordi più preziosi conserviamo le esperienze condivise con i nostri buddy: le uscite insieme, le conversazioni, le risate e la festa di addio, conclusa con una serata a biliardo (vinta, con orgoglio, dagli italiani!). Anche gli incontri casuali hanno contribuito a rendere speciale questa esperienza, lasciandoci un senso di appartenenza e gratitudine verso tutte le persone conosciute.
In conclusione, il Belgio rappresenta una realtà diversa da quella a cui siamo abituati, ma proprio per questo estremamente stimolante. Questa esperienza ci ha permesso di conoscere, esplorare e confrontare, ampliando i nostri orizzonti non solo dal punto di vista geografico, ma anche personale e culturale.
L’Erasmus+ si conferma un’opportunità straordinaria di crescita: un’esperienza che, pur presentando alcune difficoltà, viene ripagata da entusiasmo, scoperta e nuove prospettive. Tornare a casa significa portare con sé qualcosa in più: una maggiore consapevolezza, nuove competenze e, forse, uno sguardo diverso sul mondo.





